Facoltà di Ingegneria

Anno Accademico 2018/2019

Elenco Corsi

Corso di Laurea

Anno Accademico 2017/2018

OrdinamentoINGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE
Durata3 Anni
Crediti180
Tipo di CorsoCorso di Laurea
 NormativaD.M. 270/2004
 Classe di LaureaL-7 – Classe delle lauree in Ingegneria civile e ambientale
 Tipo di Accesso Accesso Libero
Elenco Insegnamenti per Percorso/CurriculumL-7 – Classe delle lauree in Ingegneria civile e ambientale
Titolo di accessoTitolo di Scuola Superiore
  

 

Status professionale conferito dal titolo

I laureati triennali in Ingegneria Civile e Ambientale potranno inserirsi nel mondo del lavoro come liberi professionisti nel settore dell’ingegneria civile, come dipendenti delle pubbliche amministrazioni, delle imprese, delle società di servizi e delle industrie operanti nel settore della produzione di materiali e manufatti per l’edilizia.

Caratteristiche prova finale

Il corso di Laurea triennale in Ingegneria Civile si conclude con un’attività di progettazione o di ricerca compilativa svolta in ambito universitario oppure presso strutture esterne. La prova finale consiste nella redazione di una tesi di laurea relativa a tale attività e nella sua presentazione di fronte ad una commissione di Docenti Universitari. Il laureando dovrà dimostrare padronanza dei temi trattati, capacità di operare in modo autonomo, attitudine alla sintesi e capacità di comunicazione.
Per la valutazione la commissione si avvale di una relazione di presentazione di un relatore che raccoglie ed illustra il lavoro svolto in termini di completezza, correttezza ed originalità, valutando anche l’autonomia del candidato nello svolgimento del suo lavoro. Nella valutazione della prova finale sarà presa in considerazione, oltre alla qualità del lavoro svolto, la qualità della presentazione in forma scritta e orale delle attività svolte.

Titolo di studio rilasciato

Al termine del percorso di studi lo studente consegue il titolo di Laurea in Ingegneria Civile. Il titolo conseguito appartiene al primo ciclo della formazione universitaria, ha valore legale, consente la qualificazione di dottore e la possibilità di effettuare l’esame di stato per l’accesso all’albo B degli ingegneri.

Obiettivi formativi specifici

I settori classici dell’Ingegneria civile e ambientale riguardano da un lato l’edilizia residenziale ed industriale e dall’altro le infrastrutture. Il corso triennale di Ingegneria Civile e Ambientale, pur fornendo principi generali applicabili ad entrambi questi contesti, trova i suoi principali riferimenti nel primo. Nell’evoluzione che l’ha caratterizzata negli ultimi anni, l’Ingegneria applicata all’edilizia, oltre a un sempre maggiore impegno nel settore della sicurezza sismica, si è trovata a dover dialogare sempre più con l’Architettura e con essa a dover affrontare problemi connessi con l’Ambiente e con la conservazione del patrimonio edilizio esistente, anche storico. Il Corso di Studio di Ingegneria Civile e Ambientale ha quindi lo scopo di costituire un percorso formativo nel quale sono trattati sia i fondamenti degli argomenti più classici dell’ingegneria civile sia gli argomenti che caratterizzano la suddetta evoluzione. Stabilita fin dall’inizio una preparazione teorica di base indirizzata verso le applicazioni dell’ingegneria civile, i contenuti dei corsi hanno un carattere fortemente applicativo, finalizzato alla formazione di tecnici dotati di una solida conoscenza professionale dei problemi costruttivi, con riferimento sia alla realizzazione di nuove costruzioni, sia al recupero ed all’adeguamento di quelle esistenti, senza trascurare i problemi connessi con l’ambiente e con i contenimenti energetici.
Sono state identificate le seguenti aree di apprendimento: Scienze di base, Competenze trasversali, Strutture e infrastrutture, Edilizia e architettura.

Descrittori di Dublino: I – Conoscenza e capacità di comprensione

Competenze trasversali: Nell’ambito degli insegnamenti di quest’area di apprendimento lo studente deve acquisire una buona conoscenza del più ampio contesto multidisciplinare che comprende gli aspetti più applicativi delle scienze di base (chimica applicata, fisica tecnica e geologia). Deve inoltre acquisire capacità di comprensione di alcuni concetti non strettamente ingegneristici ma che costituiscono frequentemente importanti condizioni al contorno per una corretta gestione dei processi edilizi (economia gestionale, legislazione delle opere pubbliche). Lo studente deve infine acquisire buone capacità di rappresentazione grafica ed elevata capacità di comprensione di elaborati grafici (disegno, topografia) e la capacità di comunicare in contesti internazionali (inglese).
Scienze di base: Gli insegnamenti dell’area scienze di base forniscono la conoscenza e la capacità di comprensione dei metodi matematici e dei fenomeni fisici e termodinamici indispensabili per affrontare le discipline ingegneristiche.
Strutture e infrastrutture: Gli studenti acquisiscono inoltre conoscenze di base delle scienze applicate e delle tecnologie dei processi produttivi delle opere civili e ambientali e la capacità di modellare il comportamento meccanico dei materiali, delle strutture, dei terreni e dei sistemi geotecnici, idraulici e impiantistici. In particolare, le conoscenze riguardano il comportamento meccanico dei materiali e la modellazione strutturale
Edile e Architettura: Gli studenti acquisiscono conoscenze degli aspetti progettuali e tecnologici relativi alle costruzioni civili sia nuove che esistenti. In particolare, nell’ambito dei corsi inerenti il restauro architettonico gli studenti affrontano nozioni di base di teoria e storia del restauro architettonico al fine di acquisire la capacità di impostare una corretta lettura del manufatto mediante gli strumenti concettuali e di metodo indispensabili ad affrontare i compiti della conservazione attiva del patrimonio edilizio storico e a definire le più idonee tecniche di consolidamento. Nell’ambito dei corsi di tecniche costruttive, gli studenti acquisiscono i principali elementi di conoscenza dei sistemi costruttivi dell’edilizia sia relativi alle nuove fabbriche che al patrimonio edilizio esistente. Acquisiscono inoltre cognizioni di progettazione architettonica, con particolare riferimento al rapporto tra architettura e struttura.

II – Capacità di applicare conoscenza e comprensione

– Gli studenti devono acquisire adeguate capacità di applicare metodi matematici per modellare e analizzare problemi ingegneristici e per interpretare fenomeni fisici e chimici utilizzando quantitativamente le leggi che li governano.
– Gli studenti devono acquisire la capacità di comprensione e l’abilità per identificare, descrivere, interpretare, formulare e risolvere i problemi ricorrenti dell’ingegneria strutturale utilizzando metodi, tecniche e strumenti aggiornati e riconoscendo l’importanza di vincoli non solo di carattere tecnico ma anche di carattere ambientale ed economico
– Gli studenti devono acquisire la capacità di comprensione e l’abilità per identificare, descrivere, interpretare e risolvere problemi progettuali ricorrenti inerenti l’edilizia e l’architettura utilizzando metodi, tecniche e strumenti aggiornati e riconoscendo l’importanza di vincoli non solo di carattere tecnico ma anche di carattere ambientale ed economico. I laureati avranno sviluppato la capacità di apprendimento necessaria per un aggiornamento continuo delle proprie conoscenze in relazione alle innovazioni tecnologiche e all’evoluzione normativa del settore civile

III – Autonomia di giudizio

I laureati devono avere la capacità di raccogliere ed interpretare i dati ritenuti utili a determinare giudizi autonomi e devono essere in grado di risolvere problemi di ingegneria adatti al proprio livello di conoscenza e di comprensione e che possono comportare considerazioni al di fuori del proprio campo di preparazione. L’analisi può comportare l’identificazione del problema, una chiara definizione delle specifiche, l’esame dei possibili metodi di soluzione, la scelta del metodo più appropriato e la sua corretta applicazione. I laureati devono conoscere anche l’importanza dei vincoli sociali, di sicurezza ed ambientali propri del settore dell’ingegneria civile e ambientale. I laureati devono conseguire autonomia di giudizio nel pieno rispetto dell’etica e della deontologia professionale. Tale autonomia è promossa, in itinere, attraverso le singole attività di insegnamento e di apprendimento e valutata, in particolare, mediante una revisione critica e di autovalutazione dei prodotti realizzati e, alla fine del percorso, attraverso la presentazione da parte dello studente di una tesi di laurea.

IV – Abilità comunicative

I laureati devono essere in grado di realizzare progetti ingegneristici adeguati al loro livello di conoscenza e di comprensione, lavorando in collaborazione con ingegneri e non ingegneri. I progetti possono riguardare dispositivi, processi, metodi o manufatti le cui specifiche potrebbero andare al di là di quelle tecniche e richiedere la consapevolezza delle implicazioni sociali, economiche, sanitarie, di sicurezza, ambientali e commerciali. Le capacità comunicative sono fondamentali sia per operare agevolmente e con efficacia in gruppi di progettazione dei quali facciano parte anche tecnici con diverse competenze e campi di specializzazione, sia nelle relazioni tecnico commerciali. I laureati devono raggiungere, al termine del loro percorso formativo, la capacità di esprimere e sostenere le proprie idee in un contesto tecnico, di presentare i risultati del proprio lavoro in modo facilmente comprensibile, di essere efficaci e convincenti nelle relazioni tecnico commerciali e di comunicare con il personale tecnico in modo semplice ed efficace. Pur essendo le capacità comunicative, in buona parte, doti innate, gli allievi ingegneri hanno modo di sviluppare, durante il percorso formativo della laurea di primo livello, le proprie capacità comunicative, anche in una lingua diversa dall’italiano, sia nelle esercitazioni di gruppo, dove devono spiegare e sostenere le proprie idee ai colleghi ed al docente guida, sia nei colloqui con i docenti ed in occasione degli esami di profitto, sia nello svolgimento del tirocinio e degli eventuali stage presso aziende e sia in occasione della tesi di laurea.
Può accadere, infatti, che la tesi sia condotta in collaborazione con tecnici di enti od aziende e che, quindi, il laureando si trovi a partecipare a riunioni tecniche durante le quali egli debba presentare ad un pubblico variegato i risultati del proprio lavoro. Sulla base di queste premesse i laureati devono conseguire le seguenti abilità comunicative:
– conoscere e comunicare nei differenti contesti contemporanei: culturali, economici e sociali;
– avere capacità relazionali e decisionali;
– essere capaci di comunicare efficacemente, in forma scritta e orale, in almeno una lingua dell’Unione Europea, oltre l’italiano.

V – Capacità di apprendimento

I laureati devono conseguire le seguenti capacità:
– riflessione critica sulle proprie conoscenze e possibilità;
– percezione delle esigenze di sviluppo del proprio sapere applicato alla professione;
– ricerca degli strumenti e delle opportunità di accesso alle conoscenze richieste dal mondo del lavoro;
– scelta e utilizzo di attrezzature, strumenti e metodi appropriati;
– identificazione delle competenze teoriche necessarie alla soluzione dei problemi di ingegneria;
– comprensione delle tecniche e dei metodi applicabili e dei loro limiti;
– identificazione delle implicazioni anche non tecniche della pratica ingegneristica.
Queste capacità sono promosse all’interno delle singole discipline e valutate sia attraverso prove specifiche (relazioni, progetti), sia complessivamente al termine del percorso formativo attraverso la presentazione da parte dello studente di una tesi di laurea. L’impostazione di rigore metodologico degli insegnamenti deve portare lo studente a sviluppare un ragionamento logico che, a seguito di precise ipotesi, porti alla conseguente dimostrazione di una tesi. Lo studente è, inoltre, sempre spinto a ricercare il materiale per la propria formazione, a trarne una sintesi, a provare le proprie capacità di soluzione dei problemi ed a esporre quanto appreso. Lo svolgimento della tesi di laurea contribuisce in modo determinante a dimostrare il livello di acquisizione di queste abilità. La tesi di laurea è infatti un momento importante per verificare e sviluppare le capacità di apprendimento degli allievi ingegneri poiché richiede loro di approfondire le conoscenze sullo stato dell’arte nel settore di interesse e di procedere con lo studio in modo autonomo oltre le nozioni che sono state trattate nei corsi di studio.

Anno Accademico 2017/2018

OrdinamentoINGEGNERIA INDUSTRIALE
Durata3 Anni
Crediti180
Tipo di CorsoCorso di Laurea
 NormativaD.M. 270/2004
 Classe di LaureaL-9 – Classe delle lauree in Ingegneria industriale
 Tipo di Accesso Accesso Libero
Elenco Insegnamenti per Percorso/Curriculumcomune – PDS0-2010 – Ord. 2010
ENERGETICO – INIE – Ord. 2010
GESTIONALE – INIG – Ord. 2010
Titolo di accessoTitolo di Scuola Superiore
  

 

Status professionale conferito dal titolo

All’ingegnere industriale si offrono numerose e diversificate opportunità lavorative, che comprendono funzioni non solo strettamente tecniche, ma anche di tipo organizzativo e gestionale. Grazie alla preparazione ad ampio spettro sulle materie fondamentali, il laureato in ingegneria industriale godrà di un’ampia flessibilità e versatilità e potrà riconvertirsi facilmente all’evolvere del panorama tecnico produttivo.
Le principali funzioni del laureato in ingegneria industriale sono spesso legate al curriculum scelto in quanto l’orientamento può facilitare l’accesso a professioni più specialistiche.
I laureati con curriculum energetico avranno arricchito le competenze sulla produzione e distribuzione di energia tradizionale e rinnovabile, sulle valutazioni di impatto ambientale e di sostenibilità per tecnologie che implicano l’utilizzo di risorse energetiche e/o impatto sulle stesse, strumenti e metodi per la progettazione di sistemi di monitoraggio e controllo dell’ambiente.
Le principali funzioni a cui è chiamata tale figura professionale possono essere elencate come segue:
– progettare e gestire sistemi per il monitoraggio, il controllo e la tutela dell’ambiente;
– garantire la tutela della sicurezza in ambienti industriali;
– operare presso impianti per la produzione di energia da fonti tradizionali e rinnovabili;
– occuparsi della gestione delle materie prime e delle risorse ambientali ed energetiche e della valutazione degli impatti e compatibilità.
I laureati con curriculum gestionale avranno arricchito le competenze dell’ingegnere industriale sull’economia e l’organizzazione aziendale, sulla gestione degli impianti industriali, sulla sicurezza e manutenzione degli impianti, sulla logistica, sulla ricerca operativa ed sui sistemi di elaborazione dati.
Tale figura professionale sarà quindi chiamata ad occuparsi di:
– approvvigionamento e gestione dei materiali;
– pianificazione dei mezzi di produzione e dei sistemi produttivo-logistici;
– ottimizzazione dei consumi energetici;
– organizzazione aziendale e della produzione;
– organizzazione e automazione di sistemi produttivi;
– project management e controllo di gestione;
– valutazione degli investimenti e marketing industriale.

Caratteristiche prova finale

Per essere ammessi alla prova finale gli studenti devono aver acquisito tutti i crediti previsti dal proprio curriculum ad eccezione di quelli relativi alla prova finale. Il corso di Laurea di primo livello in Ingegneria Industriale si concluderà con un’attività compilativa o di ricerca sperimentale svolta in ambito universitario, oppure presso strutture esterne (aziende, enti di ricerca, pubblica amministrazione). La prova finale consiste nella stesura e presentazione di un elaborato scritto (tesi di laurea) relativo a tale attività, in modo da accertare la preparazione tecnico-scientifica e professionale del candidato. L’elaborato finale si riferisce ad una specifica attività svolta dallo studente al fine di acquisire conoscenze utili per l’inserimento nel mondo del lavoro. L’elaborato finale verrà valutato da un’apposita commissione.

Titolo di studio rilasciato

Al termine del percorso di studi lo studente consegue il titolo di Laurea in Ingegneria Industriale. Il titolo conseguito appartiene al primo ciclo della formazione universitaria, ha valore legale, consente la qualificazione di dottore e la possibilità di effettuare l’esame di stato per l’accesso all’albo B degli ingegneri.

Obiettivi formativi specifici

Obiettivo principale del corso è la formazione di ingegneri che abbiano buone basi culturali ed una adeguata preparazione tecnica che consenta loro di operare professionalmente nel vasto ambito della progettazione e produzione industriale.
Il Corso di Laurea in Ingegneria Industriale di primo livello dell’Università Telematica eCampus parte da un’ampia base culturale e persegue gli obiettivi legati alla progettazione ed alla produzione sia di prodotto che di processo. Il carattere generale della formazione è sicuramente privilegiato insieme con l’approfondimento delle basi teoriche ed analitiche, pur senza trascurare la preparazione tecnica e professionale.
Nel primo anno, vengono impartiti gli insegnamenti basilari di matematica, fisica e chimica. A questi si aggiunge lo studio della lingua straniera, dell’informatica, dell’economia applicata all’ingegneria e del disegno meccanico, linguaggio universale di comunicazione tra gli ingegneri.
Nel secondo anno sono impartite le discipline caratterizzanti ed affini dell’ingegneria industriale a carattere più basilare, alle quali si aggiungono alcuni insegnamenti a carattere interdisciplinare.
Nel terzo anno, infine, sono impartiti gli insegnamenti più vicini alla pratica professionale, ai quali si affiancano le materie a scelta degli studenti. Nell’ultimo anno è previsto anche che l’allievo ingegnere svolga il tirocinio ed esegua il lavoro finale.
Per poter approfondire specifiche tematiche proprie delle discipline dell’ingegneria industriale e per arricchire le conoscenze dei futuri laureati, il Corso di Laurea in Ingegneria Industriale di primo livello presso l’Università Telematica eCampus offre la possibilità di scegliere fra due differenti curricula:
– curriculum “energetico”
– curriculum “gestionale”

Il curriculum “energetico” si pone come obiettivo quello di arricchire le competenze dell’ingegnere industriale sulla produzione e distribuzione di energia tradizionale e rinnovabile, sulle valutazioni di impatto ambientale e di sostenibilità per tecnologie che implicano l’utilizzo di risorse energetiche e/o impatto sulle stesse, strumenti e metodi per la progettazione di sistemi di monitoraggio e controllo dell’ambiente.
Il curriculum “gestionale” mira ad arricchire le competenze dell’ingegnere industriale sull’economia e l’organizzazione aziendale, sulla gestione degli impianti industriali, sulla sicurezza e manutenzione degli impianti, sulla logistica, sulla ricerca operativa ed sui sistemi di elaborazione dati.

Descrittori di Dublino: I – Conoscenza e capacità di comprensione

Scienze di base: Gli insegnamenti di questa area di apprendimento forniscono la conoscenza e la capacità di comprensione dei metodi matematici e dei fenomeni fisici e chimici essenziali per le discipline ingegneristiche.

Competenze trasversali: Lo studente deve acquisire:
– conoscenze sui concetti base dell’informatica a diversi livelli di astrazione, dalla teorizzazione alla messa in pratica;
– conoscenze per affrontare problematiche legate alla programmazione di un calcolatore;
– conoscenze sulle caratteristiche organizzative e di comportamento delle imprese, con specifico riferimento ai mercati nei quali esse operano;
– conoscenze sui concetti di base della teoria microeconomica e del bilancio d’esercizio.
Meccanica: In quest’area formativa lo studente deve acquisire conoscenze e capacità di interpretazione di un disegno di un componente, gruppo, complessivo o impianto, e di comprensione nella meccanica dei corpi, nella cinematica e dinamica delle strutture.
Energetica: Quest’area della formazione è destinata a fornire allo studente le conoscenze e la capacità di comprensione dei fenomeni connessi alle varie trasformazioni energetiche, ai problemi ingegneristici di tecnologie e impianti meccanici ed energetici, all’ingegneria delle fonti rinnovabili, alle problematiche di sicurezza, impatto ambientale e gestione ottimale dei sistemi energetici. Vengono inoltre completate e approfondite le conoscenze dei problemi fluidodinamici e termodinamici tipici dei componenti e dei sistemi dell’industria e dell’impiantistica meccanica ed energetica.
Gestionale: Quest’area della formazione è destinata a fornire allo studente le conoscenze e la capacità di comprensione dei fenomeni connessi alla progettazione e innovazione di prodotti e di processi industriali, nonché la gestione, la manutenzione e l’organizzazione di macchine, sistemi ed impianti.

II – Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Scienze di base: Lo studente deve acquisire adeguate capacità di applicare metodi matematici per modellare e analizzare problemi ingegneristici e per interpretare fenomeni fisici e chimici, utilizzando quantitativamente le leggi che li governano.
Si richiede quindi ai laureati di acquisire la capacità di identificare i problemi, di individuarne e definirne le condizioni al contorno, di esaminare e valutare le possibili soluzioni e di scegliere la soluzione più appropriata e di svilupparla fino alla sua corretta applicazione.
Competenze trasversali: Gli allievi ingegneri devono acquisire adeguate capacità di applicare le proprie conoscenze alla identificazione, la formulazione e la soluzione di problemi tipici degli insegnamenti afferenti a tale area di apprendimento, purché consoni al loro grado di qualificazione, usando metodi consolidati.
Meccanica: Gli allievi ingegneri devono acquisire adeguate capacità di applicare le proprie conoscenze alla Gli allievi ingegneri devono acquisire adeguate capacità di applicare le proprie conoscenze per la comprensione di articoli tecnici e manuali, anche in lingua inglese, per l’individuazione di elementi fondamentali di un problema tecnico nel settore dell’ingegneria meccanica e per l’utilizzo di software scientifici di interesse generale. Deve inoltre essere in grado di valutare grandezze ingegneristiche e di individuare gli elementi fondamentali di un problema tecnico, anche da un punto di vista interdisciplinare nell’ambito dell’ingegneria industriale. Le conoscenze acquisite devono fornirgli le competenze per esprimere in forma grafica elementi e visioni progettuali e per individuare strumenti di calcolo adeguati ad affrontare un problema tecnico.
Energetica: Gli allievi ingegneri devono acquisire adeguate capacità di applicare le proprie conoscenze per la comprensione di articoli tecnici e manuali, anche in lingua inglese, per l’individuazione di elementi fondamentali di un problema tecnico nel settore dell’ingegneria energetica, per l’elaborazione quantitativa di problemi di ingegneria energetica e per la risoluzione di progetti di media difficoltà di sistemi e componenti energetici.
I neolaureati dovranno poter apportare il loro contributo professionale all’intero iter di sviluppo di qualsiasi nuovo prodotto o processo industriale, per quello che riguarda le problematiche energetiche. I laureati devono essere in grado di scegliere ed utilizzare correttamente attrezzature e strumentazione e devono saper consultare la letteratura tecnica e le fonti di informazione necessarie per risolvere problemi dell’Ingegneria Industriale.
Gestionale: Gli allievi ingegneri devono acquisire adeguate capacità di applicare le proprie conoscenze per la comprensione di articoli tecnici e manuali, anche in lingua inglese, per l’individuazione e l’elaborazione quantitativa di elementi fondamentali di un problema di ingegneria gestionale e per la risoluzione di progetti di media difficoltà di sistemi e componenti industriali.
I neolaureati dovranno poter apportare il loro contributo professionale all’intero iter di sviluppo di qualsiasi nuovo prodotto o processo industriale, sia per quanto riguarda le problematiche gestionali che per quanto concerne la produzione.

III – Autonomia di giudizio

Le capacità e le competenze prima descritte, se solidamente acquisite, consentono ai neolaureati di fare scelte autonome riguardo ai metodi ed alle tecniche più opportune per individuare le migliori soluzione in un problema progettuale, oppure per condurre attività di studio, di sviluppo e di sperimentazione nei settori tipici della Ingegneria Industriale.
I neolaureati avranno la capacità di raccogliere e interpretare i dati, di capire i fenomeni e determinare giudizi autonomi, incluse anche eventuali riflessione su temi economici o sociali ad essi connessi.
Gli insegnamenti a carattere applicativo e tecnico-ingegneristico presenti nel piano di studi contribuiscono all’addestramento degli allievi anche attraverso esercitazioni individuali e di gruppo, abituandoli a selezionare, elaborare ed interpretare dati, fatti e circostanze, con lo scopo di costruire una propria, autonoma valutazione delle diverse situazioni.
Nel piano di studi trovano pertanto collocazione attività di esercitazione che richiedono allo studente una valutazione critica dei propri risultati. Tra le finalità di queste attività c’è anche lo sviluppo delle capacità di lavorare in gruppo, di selezionare le informazioni rilevanti, di formulare e comunicare i propri giudizi.
L’autonomia di giudizio è sviluppata tramite la riflessione critica sui testi proposti per lo studio individuale, le esercitazioni, i seminari organizzati, la preparazione di elaborati, soprattutto nell’ambito di insegnamenti caratterizzanti e affini.
Sono inoltre utili allo scopo, le previste attività di stage e tirocinio e l’attività assegnata dal docente relatore per la preparazione della prova finale.
La verifica dell’acquisizione dell’autonomia di giudizio avviene tramite discussione degli aspetti avanzati della disciplina durante gli esami orali, attraverso gli esercizi scritti e durante l’attività assegnata in preparazione della prova finale e del tirocinio.

IV – Abilità comunicative

Nella sua attività professionale, specialmente se condotta in ambito industriale, l’ingegnere ha necessità di comunicare informazioni, idee, problemi e soluzioni ad interlocutori tecnici, che potrebbero anche essere specialisti di altre discipline, oppure ad interlocutori non tecnici.
L’allievo ingegnere deve quindi avere, nel Corso di studi, la possibilità di acquisire ed esercitare le proprie abilità comunicative, in modo che, quali che siano le doti innate, egli possa raggiungere comunque una capacità di comunicazione più che sufficiente per gli scopi professionali.
Nel corso di alcuni degli insegnamenti maggiormente caratterizzanti, il Corso di studio prevede lo svolgimento, da parte degli allievi, di esercitazioni alle quali può seguire una discussione collegiale, per favorirne il coinvolgimento ed assuefarli al confronto pubblico.
Anche le prove di esame saranno condotte, per quanto possibile, in modo da costituire una ulteriore occasione per esercitare e mettere alla prova le capacità comunicative di ogni studente.
Infine, la prova finale offre al laureando ancora un’opportunità di esercitare e di verificare le proprie capacità di analisi, elaborazione e comunicazione del lavoro svolto. Essa prevede infatti la preparazione di un elaborato prodotto dallo studente su una o più aree tematiche trattate nel suo percorso di studi.
È possibile, inoltre, nel corso del triennio la partecipazione a brevi stage e tirocini presso aziende e lo svolgimento di soggiorni di studio all’estero, quali strumenti utili anche per lo sviluppo delle abilità comunicative.

V – Capacità di apprendimento

Tra le caratteristiche più importanti che un neolaureato di primo livello in ingegneria dovrà avere c’è la capacità di intraprendere gli studi successivi con piena maturità scientifica e completa autonomia. A questo proposito, il Corso offrirà gli strumenti necessari a sviluppare tali caratteristiche. Le capacità di apprendimento saranno stimolate soprattutto trasmettendo agli studenti il rigore metodologico degli insegnamenti di base, teso a sviluppare l’attitudine ad un ragionamento logico saldamente basato sul metodo scientifico e ad allenare la capacità di concentrazione.
L’organizzazione dei corsi è pertanto tale da agevolare ed incoraggiare l’attività autonoma di studio degli studenti, che costituisce una quota parte di rilievo sul totale del tempo medio previsto. In questo modo gli allievi possono, con continuità, verificare e migliorare le proprie capacità di apprendimento.
I tirocini, gli stage, sia in Italia che all’estero, nonché la prova finale, sono altri momenti didattici importanti previsti dal Corso di studi, contribuendo in modo significativo alla capacità di apprendere degli studenti.
La capacità di apprendimento è valutata anche attraverso test di autovalutazione durante l’intero percorso formativo.

Facoltà di Ingegneria

Anno Accademico 2017/2018

OrdinamentoINGEGNERIA INFORMATICA E DELL’AUTOMAZIONE
Durata3 Anni
Crediti180
Tipo di CorsoCorso di Laurea
 NormativaD.M. 270/2004
 Classe di LaureaL-8 – Classe delle lauree in Ingegneria dell’informazione
 Tipo di Accesso Accesso Libero
Elenco Insegnamenti per Percorso/Curriculumcomune – PDS0-2010 – Ord. 2010
Titolo di accessoTitolo di Scuola Superiore
  

 

Status professionale conferito dal titolo

Il Corso di Studio si propone l’obiettivo di fornire la preparazione di base all’ingegnere dell’informazione e dell’Automazione. I laureati del corso di laurea in Ingegneria Informatica e dell’Automazione devono: • conoscere adeguatamente gli aspetti metodologico-operativi della matematica e delle altre scienze di base ed essere capaci di utilizzare tale conoscenza per interpretare e descrivere i problemi dell’ingegneria; • conoscere adeguatamente gli aspetti metodologico-operativi delle scienze dell’ingegneria, sia in generale sia in modo approfondito relativamente a quelli di una specifica area dell’ingegneria dell’informazione nella quale sono capaci di identificare, formulare e risolvere i problemi utilizzando metodi, tecniche e strumenti aggiornati; • essere capaci di utilizzare tecniche e strumenti per la progettazione di componenti, sistemi, processi; – essere capaci di condurre esperimenti e di analizzarne e interpretarne i dati; • essere capaci di comprendere l’impatto delle soluzioni ingegneristiche nel contesto sociale e fisico-ambientale; • conoscere le proprie responsabilità professionali ed etiche; • conoscere i contesti aziendali e la cultura d’impresa nei suoi aspetti economici, gestionali e organizzativi; • conoscere i contesti contemporanei; • avere capacità relazionali e decisionali; • essere capaci di comunicare efficacemente, in forma scritta e orale, in almeno una lingua dell’Unione Europea, oltre l’italiano; • possedere gli strumenti cognitivi di base per l’aggiornamento continuo delle proprie conoscenze. I laureati saranno in possesso di conoscenze idonee a svolgere attività professionali in diversi ambiti, anche concorrendo ad attività quali la progettazione, la produzione, la gestione ed organizzazione, l’assistenza delle strutture tecnico-commerciali, l’analisi del rischio, la gestione della sicurezza in fase di prevenzione ed emergenza, sia nella libera professione che nelle imprese manifatturiere o di servizi e nelle amministrazioni pubbliche.

Caratteristiche prova finale

Per essere ammessi alla prova finale gli studenti devono aver acquisito tutti i crediti previsti dal proprio curriculum ad eccezione di quelli relativi alla prova finale. Il corso di Laurea di primo livello in Ingegneria Informatica e dell’Automazione si concluderà con un’attività di ricerca compilativa o di progettazione svolta in ambito universitario, oppure presso strutture esterne (aziende, enti di ricerca, pubblica amministrazione). La prova finale consiste nella stesura di un elaborato (tesi di laurea) relativo a tale attività e nella sua presentazione ad una commissione di Docenti Universitari. La presentazione della tesi di laurea serve ad accertare la preparazione tecnica, scientifica e professionale, la padronanza dei temi trattati, la capacità di operare in modo autonomo, l’attitudine alla sintesi e la capacità di comunicazione del candidato. L’elaborato finale si riferisce ad una specifica attività svolta dallo studente al fine di acquisire conoscenze utili per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Titolo di studio rilasciato

Al termine del percorso di studi lo studente consegue il titolo di Laurea in Ingegneria Informatica e dell?automazione. Il titolo conseguito appartiene al primo ciclo della formazione universitaria, ha valore legale, consente la qualificazione di dottore e la possibilità di effettuare l’esame di stato per l’accesso all’albo B degli ingegneri.

Obiettivi formativi specifici

Il corso di laurea in Ingegneria Informatica e dell’Automazione corso di laurea in Ingegneria Informatica e dell’Automazione mira a formare professionisti in grado di realizzare e gestire sistemi, anche complessi, ottenuti dalla integrazione del sistema da controllare con i dispositivi e con le tecnologie, anche molto diverse tra loro, che sono in grado di garantirne il corretto funzionamento. Al raggiungimento di tale obiettivo concorrono in modo paritetico le competenze acquisite sia nell’area dell’Ingegneria Informatica che nell’area dell’Ingegneria dell’Automazione. Il laureato in Ingegneria Informatica e dell’Automazione opera nei settori della progettazione, ingegnerizzazione, produzione, esercizio e manutenzione dei sistemi di controllo, dei sistemi controllati complessi, dei sistemi di misura e attuazione, dei sistemi informativi e di telecomunicazione. Per il raggiungimento di questi obiettivi, il percorso formativo è ad ampio spettro e tale da distinguerlo da altri corsi di laurea di tipo informatico non ingegneristico. È necessaria una solida preparazione metodologica integrata da specifiche competenze operative acquisite in mirate attività sperimentali di laboratorio. Il percorso formativo è fortemente orientato ad una preparazione di base, in cui lo studente acquisisce gli elementi fondamentali delle discipline scientifiche indispensabili per gli studi di Ingegneria nel settore dell’Informazione (Fisica, Matematica, Informatica, Automazione, Telecomunicazioni, Elettronica, Meccanica). Queste conoscenze di base vengono acquisite soprattutto nella prima metà del percorso formativo. La preparazione ingegneristica è completata nella seconda parte del percorso formativo con materie nel settore dell’Informatica e dell’Automazione. In questa ultima parte del percorso lo studente può privilegiare uno o entrambi gli ambiti del corso di studio con la scelta di due o più materie. Inoltre durante i tre anni di studio lo studente acquisisce conoscenze dei contesti aziendali e di impresa negli aspetti economici, gestionali e organizzativi. Per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro è previsto un tirocinio formativo per verificare quanto appreso nei corsi d’insegnamento. La sintesi degli insegnamenti seguiti verrà esplicata in un lavoro oggetto della prova finale.

Descrittori di Dublino: I – Conoscenza e capacità di comprensione

Scienze di base: Gli insegnamenti di questa area di apprendimento forniscono la conoscenza e la capacità di comprensione dei metodi matematici e dei fenomeni fisici e termodinamici essenziali per le discipline ingegneristiche.
Gli insegnamenti dell’area matematica hanno lo scopo principale di abituare gli studenti a seguire la concatenazione di semplici argomentazioni e di insegnare loro gli elementi fondamentali del calcolo differenziale e integrale, sino alla teoria delle serie numeriche e di funzioni, e ai sistemi di equazioni differenziali. Gli insegnamenti dell’area della fisica presentano essenzialmente le leggi fondamentali della meccanica classica, della termodinamica, dei fenomeni elettromagnetici ed ondosi enfatizzando le metodologie di indagine e il rigore della descrizione dei fenomeni trattati, la misurazione di grandezze fisiche e l’interpretazione dei dati.
Competenze trasversali: In quest’area formativa lo studente deve acquisire una sufficiente consapevolezza del più ampio contesto multidisciplinare dell’ingegneria, che spazia dalle telecomunicazioni all’Economia.
Automazione: I laureati in Ingegneria Informatica e dell’Automazione hanno conoscenze di base ad ampio spettro, di conseguenza hanno la capacità di comprendere, anche studiandoli con opportuni strumenti di approfondimento (libri, manuali tecnici, software specialistici, Internet), argomenti nuovi che facciano riferimento ai sistemi di Automazione. Inoltre, sono in grado comprendere le possibili implicazioni di natura socio-economica eventualmente connesse al funzionamento di tali sistemi. Tali conoscenze vengono fornite attraverso i corsi previsti e verificate mediante esami orali e scritti e discussione delle attività di laboratorio e di tirocinio, ove previste. In particolare nel campo dell’Automazione i laureati devono essere in grado comprendere e descrivere il funzionamento di apparecchiature, di impianti, di sistemi di produzione, di sistemi di pubblica utilità, di reti di distribuzione.
Informatica: I laureati in Ingegneria Informatica e dell’Automazione hanno conoscenze di base ad ampio spettro, di conseguenza hanno la capacità di comprendere, anche studiandoli con opportuni strumenti di approfondimento (libri, manuali tecnici, software specialistici, Internet), argomenti nuovi che facciano riferimento al campo dell’Ingegneria dell’Informazione. In particolare, nel campo dell’Informatica sono in grado di progettare, di comprendere e di descrivere il funzionamento dei sistemi di elaborazione, sia per gli aspetti hardware che software. Tali conoscenze vengono fornite attraverso i corsi previsti e verificate mediante esami orali e scritti e discussione delle attività di laboratorio e di tirocinio, ove previste.

II – Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Scienze di base: Lo studente deve acquisire adeguate capacità di applicare metodi matematici per modellare e analizzare problemi ingegneristici e per interpretare fenomeni fisici e chimici, utilizzando quantitativamente le leggi che li governano.
Competenze trasversali: Si richiede ai laureati di acquisire la capacità di identificare i problemi, di individuarne e definirne le condizioni al contorno, di esaminare e valutare le possibili soluzioni e di scegliere la soluzione più appropriata. Infine, i laureati devono essere in grado di scegliere ed utilizzare correttamente metodi e strumenti, e devono saper consultare la letteratura tecnica e le fonti di informazione necessarie per risolvere problemi dell’Ingegneria.
Automazione: I laureati in Ingegneria Informatica e dell’Automazione sono in grado di contribuire allo sviluppo tecnologico e alla risoluzione dei problemi legati al rapido evolversi dei bisogni del settore dell?Automazione in contesti nuovi ed innovativi come quello delle Smart Cities e delle Smart Grid. L’impostazione didattica, comune a tutti gli insegnamenti, prevede che la formazione teorica sia accompagnata da esempi, applicazioni, lavori individuali e di gruppo e verifiche per favorire la partecipazione attiva, l’attitudine propositiva, la capacità di elaborazione autonoma e di comunicazione dei risultati del lavoro svolto. La parte di approfondimento ed elaborazione delle conoscenze demandata allo studio individuale dello studente assume a questo proposito una rilevanza notevole. Infatti, tramite una congrua rielaborazione personale delle informazioni introdotte durante le ore di lezione, lo studente può misurare concretamente quale sia il livello di padronanza delle conoscenze.
Informatica: I laureati in Ingegneria Informatica e dell’Automazione sono in grado di contribuire allo sviluppo tecnologico e alla risoluzione dei problemi legati al rapido evolversi dei bisogni della società dell’Informazione. L’impostazione didattica, comune a tutti gli insegnamenti, prevede che la formazione teorica sia accompagnata da esempi, applicazioni, lavori individuali e di gruppo e verifiche per favorire la partecipazione attiva, l’attitudine propositiva, la capacità di elaborazione autonoma e di comunicazione dei risultati del lavoro svolto. La parte di approfondimento ed elaborazione delle conoscenze demandata allo studio individuale dello studente assume a questo proposito una rilevanza notevole. Infatti, tramite una congrua rielaborazione personale delle informazioni introdotte durante le ore di lezione, lo studente può misurare concretamente quale sia il livello di padronanza delle conoscenze. Questa impostazione formativa fornisce ai laureati in Ingegneria Informatica e dell’Automazione:
– la capacità di interagire con software di Office Automation e di affrontare problematiche legate a diversi tipologie di programmazione di un calcolatore;
– la capacità di comprendere le problematiche e le annesse soluzioni legate alle principali architetture di calcolatori elettronici ed alla gestione degli attuali sistemi operativi;
– la capacità di usare i sistemi operativi mediante attività pratiche mirate soprattutto alla programmazione;
– la capacità di formulare e selezionare algoritmi di calcolo, di sviluppare competenze di risoluzione dei problemi mediante l’adozione di metodi, tecniche, formalismi, linguaggi e strumenti aggiornati allo stato dell’arte della tecnologia;
– la capacità di sviluppare un progetto informatico con strumenti sia concettuali che pratici;
– la rappresentazione della conoscenza,
– la capacità di elaborazione automatica del linguaggio naturale, di usare i sistemi multi-agente, di usare le principali tecniche proprie dei sistemi intelligenti in grado di apprendere da esempi.

III – Autonomia di giudizio

I laureati in Ingegneria Informatica e dell’Automazione sono in grado di individuare ed isolare correttamente i termini reali dei problemi professionali sottoposti alla loro valutazione cogliendone non solo gli aspetti salienti dal punto di vista tecnico e di quello economico, ma anche le implicazioni deontologiche e gli eventuali riflessi socio-economici. Hanno quindi la capacità di raccogliere ed interpretare i dati dei problemi professionali sottoposti alla loro valutazione, in modo da produrre giudizi autonomi su di essi. Tale capacità riguarda, in primo luogo, i dati tecnici per i quali sono in grado di individuare le modalità più adeguate di raccolta delle informazioni (misure, esperimenti, ecc.) e di interpretare i risultati anche attraverso analisi di tipo statistico, ma si estende anche ad aspetti del problema non immediatamente tecnici, quali la riflessione su temi sociali, scientifici o etici ad essi connessi (ad esempio la conoscenza delle proprie responsabilità professionali ed etiche). L’autonomia di giudizio viene sviluppata mediante le attività che richiedono allo studente di esercitare un’analisi critica autonoma di dati e/o situazioni problematiche, quale la produzione di un elaborato autonomo richiesta nei singoli corsi e, soprattutto, per la prova finale. In particolare i laureati in Ingegneria Informatica e dell’Automazione hanno:
– la capacità di progettare, di realizzare, di gestire sistemi controllati complessi, nonché di interpretare i dati e trarne le conclusioni;
– la capacità di operare in realtà produttive e di laboratorio;
– la capacità di svolgere ricerche bibliografiche e di utilizzare basi di dati e altre fonti di informazione.
Il possesso di queste competenze può essere verificato anche tramite la prevista prova finale. L’autonomia di giudizio è sviluppata inoltre tramite la riflessione critica sui testi proposti per lo studio individuale, le esercitazioni, i seminari organizzati, soprattutto nell’ambito di insegnamenti caratterizzanti e affini. Lo sviluppo di capacità autonome di giudizio volte a identificare, formulare e risolvere problemi tipici dell’Ingegneria Informatica e dell’Automazione farà affidamento in particolare sugli insegnamenti dei settore ING-INF/04- Automatica e ING-INF/05 – Sistemi di Elaborazione dell’Informazioni. Sono inoltre utili allo scopo, le previste attività di stage e tirocinio e l’attività assegnata dal docente relatore per la preparazione della prova finale. La verifica dell’acquisizione dell’autonomia di giudizio avviene tramite discussione degli aspetti avanzati della disciplina durante gli esami orali, attraverso gli esercizi scritti e le prove di laboratorio, e durante l’attività assegnata in preparazione della prova finale e del tirocinio.

IV – Abilità comunicative

I laureati in Ingegneria Informatica e dell’Automazione:
– sono capaci di comunicare in modo efficiente ed efficace anche in una lingua straniera, generalmente in inglese, in forma scritta e orale, problematiche, idee, soluzioni, informazioni di natura tecnica;
– sono capaci di redigere relazioni tecniche sulle attività svolte e di presentarne sinteticamente i risultati salienti in discussioni collegiali;
– sono capaci di inserirsi proficuamente in team di gestione, progettazione, collaudo e verifica delle prestazioni di sistemi, processi e applicazioni nel settore dell’ingegneria dell’informazione;
– sono capaci di usare diversi metodi per comunicare in modo efficace con la comunità scientifica e ingegneristica e in generale con la società.
Queste abilità comunicative vengono esercitate soprattutto in momenti quali la presentazione di elaborati durante le verifiche dei corsi o in sede di presentazione delle attività di approfondimento svolte nei laboratori.

V – Capacità di apprendimento

I laureati in Ingegneria Informatica e dell’Automazione acquisiscono quelle capacità di apprendimento che sono necessarie per intraprendere studi successivi con un alto grado di autonomia. Sono inoltre in grado di aggiornare, continuamente e rapidamente, le proprie conoscenze nell’ambito dell’Ingegneria dell’Informazione, in discipline complementari alle proprie competenze originarie e anche al di fuori dell’ambito prettamente ingegneristico. La capacità di apprendere in forma prevalentemente guidata è sviluppata nella preparazione degli esami affrontati nel corso di studi. Inoltre, la presenza di discipline affini favorisce la capacità di sviluppare modalità efficaci di apprendimento anche per tematiche non direttamente correlate al corso di studi. In definitiva, i laureati in Ingegneria Informatica e dell’Automazione sono consapevoli della necessità dell’apprendimento autonomo durante tutto l’arco della vita e hanno la capacità di impegnarsi verso questo obiettivo. Allo sviluppo delle capacità di apprendimento concorrono tutte le attività formative del corso di studi: lo studio individuale, la preparazione di progetti individuali e di gruppo, la ricerca bibliografica, l’attività svolta durante le esercitazioni e i laboratori, le attività di apprendimento attraverso il confronto con i tutor accademici e aziendali, nello svolgimento del tirocinio e nella preparazione della prova finale. La capacità di apprendimento è valutata attraverso forme di verifica continue, orali e scritte, durante l’intero percorso formativo.

Facoltà di Ingegneria

Anno Accademico 2017/2018

OrdinamentoINGEGNERIA CIVILE
Durata3 Anni
Crediti180
Tipo di CorsoCorso di Laurea
 NormativaD.M. 509/1999
 Classe di Laurea8 – Classe delle lauree in ingegneria civile e ambientale
 Tipo di Accesso Accesso Libero
Elenco Insegnamenti per Percorso/Curriculumcomune – PDS0-2007 – Ord. 2007
Titolo di accessoTitolo di Scuola Superiore
  
 
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Facoltà di Ingegneria

Anno Accademico 2017/2018

OrdinamentoINGENGNERIA DELL’AUTOMAZIONE INDUTRIALE
Durata3 Anni
Crediti180
Tipo di CorsoCorso di Laurea
 NormativaD.M. 509/1999
 Classe di Laurea10 – Classe delle lauree in ingegneria industriale
 Tipo di Accesso Accesso Libero
Elenco Insegnamenti per Percorso/Curriculumcomune – PDS0-2007 – Ord. 2007
Titolo di accessoTitolo di Scuola Superiore
  
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Facoltà di Ingegneria

Anno Accademico 2017/2018

OrdinamentoINGEGNERIA ENERGETICA
Durata3 Anni
Crediti180
Tipo di CorsoCorso di Laurea
 NormativaD.M. 509/1999
 Classe di Laurea9 – Classe delle lauree in ingegneria dell’informazione
 Tipo di Accesso Accesso Libero
Elenco Insegnamenti per Percorso/Curriculumcomune – PDS0-2007 – Ord. 2007
Titolo di accessoTitolo di Scuola Superiore
  
L’Offerta Formativa è ancora in fase di preparazione 

Facoltà di Ingegneria

Anno Accademico 2017/2018

OrdinamentoINGEGNERIA INFORMATICA
Durata3 Anni
Crediti180
Tipo di CorsoCorso di Laurea
 NormativaD.M. 509/1999
 Classe di Laurea9 – Classe delle lauree in ingegneria dell’informazione
 Tipo di Accesso Accesso Libero
Elenco Insegnamenti per Percorso/Curriculumcomune – PDS0-2007 – Ord. 2007
Titolo di accessoTitolo di Scuola Superiore
  

 

L’Offerta Formativa è ancora in fase di preparazione

Corso Magistrale

Anno Accademico 2017/2018

OrdinamentoINGEGNERIA CIVILE
Durata2 Anni
Crediti120
Tipo di CorsoCorso di Laurea Magistrale
 NormativaD.M. 270/2004
 Classe di LaureaLM-23 – Classe delle lauree magistrali in Ingegneria civile
 Tipo di Accesso Accesso Libero
Elenco Insegnamenti per Percorso/Curriculumcomune – PDS0-2013 – Ord. 2013
  

 

Status professionale conferito dal titolo

i laureati magistrali in Ingegneria Civile potranno inserirsi nel mondo del lavoro come liberi professionisti nel settore dell?ingegneria civile, come dipendenti di elevato livello nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese, nelle società di servizi e nelle industrie operanti nel settore della produzione di materiali e manufatti per l’edilizia. Potranno assumere ruoli di più alto livello tecnico e di maggiore responsabilità rispetto ai laureati triennali. Questi laureati potranno affrontare tematiche progettuali e di controllo avanzate, anche di notevole complessità. I laureati potranno, ancora, occuparsi della gestione e della manutenzione delle opere civili e delle infrastrutture, anche di notevole importanza e complessità.

Caratteristiche prova finale

Il corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile si concluderà con un’attività di progettazione, sviluppo o ricerca, svolta in ambito universitario, oppure presso aziende, enti di ricerca o strutture della pubblica amministrazione. La prova finale consiste nella stesura di un elaborato (tesi di laurea) relativo a tale attività e nella sua presentazione e discussione di fronte ad una commissione di Docenti Universitari. Il laureando dovrà dimostrare padronanza dei temi trattati, capacità di operare in modo autonomo, attitudine alla sintesi e capacità di comunicazione.
Per la valutazione la commissione si avvale di una relazione di presentazione di un relatore che raccoglie ed illustra il lavoro svolto in termini di completezza, correttezza ed originalità, valutando anche l’autonomia del candidato nello svolgimento del suo lavoro.

Titolo di studio rilasciato

Al termine del percorso di studi lo studente consegue il titolo di Laurea Magistrale in Ingegneria civile. Il titolo conseguito appartiene al secondo ciclo della formazione universitaria, ha valore legale, consente la qualificazione di dottore magistrale e la possibilità di effettuare l’esame di stato per l’accesso all’albo A degli ingegneri.

Obiettivi formativi specifici

Il corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile costituisce il naturale prosieguo della Laurea in Ingegneria Civile e Civile ed Ambientale di I livello dell’Università Telematica eCampus e si raccorda perfettamente con il precedente percorso formativo. Il corso magistrale si pone lo scopo di formare professionisti ad elevato livello professionale che siano in grado di ideare, progettare e realizzare autonomamente strutture , infrastrutture e processi di ricerca e sviluppo di alta complessità.
Il biennio Magistrale è organizzato in modo che il percorso formativo consenta di mettere a frutto le variegate competenze presenti nella Facoltà di Ingegneria per creare figure professionali molto ben connotate e di grande interesse per il settore civile e ambientale. L’ordinamento è organizzato con una importante formazione di base che ha il ruolo di integrare ed approfondire la precedente preparazione degli allievi e di allargare le loro conoscenze con corsi a carattere interdisciplinare.
I laureati nei corsi di laurea magistrale di Ingegneria Civile ed Ambientale dovranno pertanto:
– conoscere approfonditamente gli aspetti teorico-scientifici della matematica e delle altre scienze di base ed essere capaci di utilizzare tale conoscenza per interpretare e descrivere i problemi dell’ingegneria complessi o che richiedono un approccio interdisciplinare;
– conoscere approfonditamente gli aspetti teorico-scientifici dell’ingegneria, sia in generale, sia in modo approfondito relativamente a quelli dell’ingegneria civile, nella quale saranno capaci di identificare, formulare e risolvere, anche in modo innovativo, problemi complessi o che richiedono un approccio interdisciplinare;
– ideare, pianificare, progettare e gestire sistemi costruttivi, processi e servizi complessi ed eventualmente innovativi;
– progettare e gestire esperimenti di elevata complessità;
– essere dotati di conoscenze di contesto e di capacità trasversali;
– avere conoscenze nel campo dell’organizzazione aziendale (cultura d’impresa) e dell’etica professionale;
– essere in grado di utilizzare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell’Unione Europea oltre l’italiano, con riferimento soprattutto ai lessici disciplinari.
L’ordinamento successivamente si articola in un’ampia offerta didattica all’interno della quale si delinea una ben precisa figura professionale che a conclusione del percorso formativo ha le caratteristiche di progettista di alto livello nel macro settore dell’ingegneria civile.
A completamento del percorso formativo descritto la preparazione degli allievi viene completata mediante un tirocinio presso studi di progettazione, imprese di costruzioni, enti pubblici ed un impegnativo lavoro di tesi, durante il quale l’allievo Ingegnere Magistrale, sotto la guida di un docente, deve realizzare un progetto oppure condurre uno studio su argomenti di frontiera dell’ingegneria civile, svolgendo attività di modellazione teorica o numerica ed attività sperimentali in laboratorio. La formazione di base ed interdisciplinare conseguita dall’allievo al termine del suo percorso di studi gli consentirà di inserirsi in qualsiasi ambito professionale nella vasta area dell’ingegneria civile e di avere la preparazione necessaria per affrontare, eventualmente, i corsi di terzo livello del dottorato di ricerca.

Descrittori di Dublino: I – Conoscenza e capacità di comprensione

Area dell’Ingegneria strutturale: I laureati magistrali avranno acquisito una conoscenza approfondita delle scienze applicate e delle tecnologie dei processi produttivi delle opere civili ed una elevata capacità di modellare il comportamento meccanico dei materiali, delle strutture, dei terreni, delle infrastrutture e dei sistemi geotecnici, idraulici e impiantistici. In dettaglio, le competenze che riguardano l’area dell’ingegneria strutturale si riferiscono alla progettazione delle strutture in cemento armato e cemento armato precompresso, acciaio, muratura e legno ed alla valutazione degli effetti derivanti dalle azioni sismiche.
L’apprendimento sarà accertato attraverso esami scritti e orali, con una verifica della conoscenza dei concetti teorici e della capacità di aggregarli in maniera logica e sistematica, tenendo conto della valenza applicativa degli insegnamenti.
Area dell’Ingegneria Geotecnica:
I laureati magistrali devono aver acquisito una conoscenza approfondita delle scienze applicate e delle tecnologie dei processi produttivi delle opere civili e ambientali ed una capacità di modellare il comportamento meccanico dei materiali, delle strutture, dei terreni, delle infrastrutture e dei sistemi geotecnici, idraulici e impiantistici. In dettaglio, le competenze che riguardano l’area dell’ingegneria geotecnica verranno acquisite con l’approfondimento delle questioni legate alla progettazione delle fondazioni superficiali e profonde e delle opere di sostegno.
Area dell’Ingegneria Idraulica: I laureati magistrali devono aver acquisito una conoscenza approfondita delle scienze applicate e delle tecnologie dei processi produttivi delle opere civili e ambientali ed una capacità di modellare il comportamento meccanico dei materiali, delle strutture, dei terreni, delle infrastrutture e dei sistemi geotecnici, idraulici e impiantistici. In dettaglio, le competenze relative all’area dell’ingegneria idraulica riguardano tematiche inerenti i fenomeni idrologici, anche in relazione alla valutazione dei rischi ed alla tutela delle risorse idriche. tali tematiche verranno sviluppate fino agli aspetti progettuali di opere idrauliche e marittime.
Area delle costruzioni stradali e dei sistemi di trasporto: I laureati magistrali devono aver acquisito una conoscenza approfondita delle scienze applicate e delle tecnologie dei processi produttivi delle opere civili e ambientali ed una capacità di modellare il comportamento meccanico dei materiali, delle strutture, dei terreni, delle infrastrutture e dei sistemi geotecnici, idraulici e impiantistici. In dettaglio, le competenze che riguardano l’area delle costruzioni stradali, verranno acquisite attraverso insegnamenti nei quali vengono analizzate le metodologie di progetto e di controllo delle opere inerenti le infrastrutture civili dedicate ai mezzi di trasporto, oltre a tutti i temi inerenti i sistemi complessi di gestioni dei trasporti in genere.

II – Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Il laureato magistrale in Ingegneria Civile al termine del percorso formativo avrà conseguito la capacità di comprensione e l’abilità che gli consentono di identificare, descrivere, interpretare, formulare e risolvere i problemi complessi dell’ingegneria civile, anche relativi a tematiche nuove o non consuete, utilizzando metodi, tecniche e strumenti aggiornati e innovativi, riconoscendo l’importanza di vincoli e implicazioni non solo di carattere tecnico ma anche di carattere ambientale ed economico.
Il laureato magistrale avrà sviluppato la capacità di apprendimento necessaria per un aggiornamento continuo delle proprie conoscenze e maturato la capacità critica di seguire l’evoluzione tecnica e normativa del settore civile. Questa capacità gli consentirà di affrontare in modo efficace le problematiche lavorative connesse con l’innovazione tecnologica. Avrà anche acquisito abilità nel risolvere problemi relativi a tematiche nuove o non familiari, inserite in contesti più ampi (o interdisciplinari) e consapevolezza nella gestione dei progetti e delle attività decisionali, di problematiche quali la gestione del rischio.
Il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile fornisce agli allievi metodi e strumenti utilizzabili con un alto grado di autonomia. Tale caratteristica è fondamentale per la successiva formazione continua, che presume disponibilità all’aggiornamento delle proprie conoscenze, interazione col mondo delle scienze applicate, capacità di controllare e verificare le fonti documentarie e capacità di spiegare e documentare le proprie scelte.
Il laureato magistrale in Ingegneria Civile dovrà conoscere i più avanzati criteri progettuali, inquadrandoli in contesti molto ampi, che includano, oltre alle problematiche tecniche e scientifiche, anche le questioni legate alla sicurezza, all’interazione con l’uomo, all’economia, ed all’impatto ambientale e sociale. A tale scopo, i programmi degli insegnamenti più avanzati del percorso di studi prevedono la presentazione di argomenti e problematiche legate agli sviluppi e alle esigenze più recenti del mercato e della ricerca internazionali, nonché l’integrazione tra le varie discipline.
Lo studente acquisirà le conoscenze predette attraverso la frequenza ai corsi teorici online, lo svolgimento di esercitazioni applicative, lo studio del materiale didattico indicato o fornito dai docenti, il confronto e il dialogo con i docenti stessi. Le verifiche dell’effettiva comprensione delle materie e della capacità di risoluzione di problemi specifici sarà effettuata attraverso esercitazioni, prove in itinere, esami di profitto scritti e orali.

III – Autonomia di giudizio

Le capacità e le competenze acquisite durante Corso di Studio Magistrale di Ingegneria Civile consentono ai laureati di fare scelte autonome e consapevoli nella propria attività professionale, valutando correttamente l’efficacia, l’efficienza e l’opportunità di ogni possibile scelta progettuale, stimandone i costi economici ed i rischi per la sicurezza e verificandone il rispetto delle normative. Le competenze acquisite nell’intero percorso didattico di cinque anni conferiscono agli ingegneri magistrali notevole capacità di scelta delle soluzioni progettuali più idonee in termini di tecnologie, materiali, metodi costruttivi e consentono la ragionata selezione tra metodi e procedimenti di analisi alternativi nei problemi di progettazione, di gestione, di manutenzione e di valutazione della sicurezza delle opere dell’ingegneria civile. Queste competenze consentono anche di condurre attività di studio e di ricerca nei settori tipici dell’ingegneria civile. La maturità tecnica raggiunta consente loro, infine, di valutare criticamente anche le eventuali implicazioni ambientali, sociali, sanitarie, economiche e quelle legate alla sicurezza. Le capacità di giudizio autonomo, maturate durante tutto l’arco degli studi nei singoli insegnamenti, trovano un momento di consolidamento e verifica nello svolgimento di un tirocinio (presso aziende o enti di ricerca pubblici e privati) e nella preparazione di una tesi. Sotto la guida di un tutor accademico, eventualmente affiancato da un tutor aziendale, lo studente affronta in modo approfondito un problema complesso al fine di proporre possibili soluzioni, selezionare ed implementare il metodo più efficace per risolvere il problema, dimostrando di aver acquisito capacità autonome in ambito progettuale e di impiego di strumenti e metodi avanzati.

IV – Abilità comunicative

Per gli ingegneri magistrali le capacità comunicative sono fondamentali sia per poter operare agevolmente e con efficacia, anche con ruoli di responsabilità, in gruppi di progettazione dei quali facciano parte anche tecnici con diverse competenze e campi di specializzazione, sia nelle relazioni tecnico commerciali e nelle eventuali attività di formazione di tecnici ed operai. Inoltre, si deve considerare che sempre più spesso gli ingegneri, specialmente se di livello magistrale, hanno la necessità di intrattenere relazioni internazionali. Essi devono quindi raggiungere, al termine del loro percorso formativo, la capacità di esprimere e sostenere le proprie idee in un contesto tecnico, di presentare i risultati del proprio lavoro in modo facilmente comprensibile, di essere efficaci e convincenti nelle relazioni tecnico commerciali e di saper comunicare con il personale tecnico in modo semplice ed efficace. Pur essendo le capacità comunicative, in buona parte, doti innate, gli allievi ingegneri hanno modo di sviluppare, durante il percorso formativo della laurea magistrale, le proprie capacità comunicative, anche in una lingua diversa dall’italiano, sia nelle esercitazioni di gruppo, dove devono spiegare e sostenere le proprie idee ai colleghi ed al docente guida, sia nei colloqui con i docenti ed in occasione degli esami di profitto, sia nello svolgimento del tirocinio e degli eventuali stage presso aziende e sia in occasione della tesi di laurea. Accade spesso, infatti, che la tesi sia condotta in collaborazione con tecnici di enti od aziende e che, quindi, il laureando si trovi a partecipare a riunioni tecniche durante le quali egli debba presentare ad un pubblico variegato i risultati del proprio lavoro.

V – Capacità di apprendimento

Il Corso di Studio Magistrale in Ingegneria Civile consente agli allievi l’acquisizione di notevoli capacità di apprendimento, sia per l’eventuale prosecuzione degli studi con un dottorato di ricerca o con un master di secondo livello, sia per poter affrontare rapidamente le complesse e variegate problematiche connesse con l’innovazione tecnologica e con i continui mutamenti del complesso assetto normativo che regola le opere civili.
Il biennio magistrale, così come è organizzato presso l’Università telematica eCampus, comprende numerosi corsi a carattere fortemente formativo, dove gli aspetti teorici sono trattati in modo approfondito, oltre a quelli specialistici e professionalizzanti. Questa scelta vuole dare agli allievi una solida impostazione culturale, oltre che tecnica, che consenta loro di sviluppare ulteriormente le proprie capacità di apprendimento, preparandoli all’eventuale prosieguo degli studi, dando loro la capacità di adattarsi facilmente all’evoluzione scientifica e tecnologica del settore delle costruzioni civili.
La tesi di laurea è un momento importante per verificare e sviluppare le capacità di apprendimento degli allievi ingegneri; in effetti la tesi richiede di approfondire le conoscenze sullo stato dell’arte nel settore di interesse e di procedere con lo studio in modo autonomo ben oltre le conoscenze che sono state trattate nei corsi di studio.
Gli insegnamenti della laurea magistrale utilizzano metodologie didattiche quali l’analisi e risoluzione di problemi differenti e complessi, l’integrazione delle varie discipline e la discussione in gruppo; tali metodologie favoriscono l’acquisizione di competenze inerenti l’apprendimento e l’adattamento. L’impostazione di rigore metodologico degli insegnamenti deve portare lo studente a sviluppare un ragionamento logico che, a seguito di precise ipotesi, porti alla conseguente dimostrazione di una tesi. Lo studente è, inoltre, sempre spinto a ricercare il materiale per la propria formazione, a trarne una sintesi, a provare le proprie capacità di soluzione dei problemi ed a esporre quanto appreso. Lo svolgimento della tesi di laurea contribuisce in modo determinante ad acquisire e a dimostrare il livello di acquisizione di queste abilità.

 

Anno Accademico 2017/2018

OrdinamentoINGEGNERIA INDUSTRIALE
Durata2 Anni
Crediti120
Tipo di CorsoCorso di Laurea Magistrale
 NormativaD.M. 270/2004
 Classe di LaureaLM-33 – Classe delle lauree magistrali in Ingegneria meccanica
 Tipo di Accesso Accesso Libero
Elenco Insegnamenti per Percorso/Curriculumcomune – PDS0-2013 – Ord. 2013
PROGETTUALE MECCANICO – IIPM – Ord. 2013
TECNOLOGICO GESTIONALE – IITG – Ord. 2013
TERMOMECCANICO – IITE – Ord. 2013
Titolo di accesso

Un’opzione a scelta tra le seguenti

– Laurea
– Laurea di Primo Livello
– Laurea Magistrale
– Laurea Specialistica

  

 

Status professionale conferito dal titolo

I principali sbocchi occupazionali previsti dai Corsi di Laurea Magistrale della classe LM-33 sono quelli dell’innovazione e dello sviluppo della produzione, della progettazione avanzata, della pianificazione e della programmazione, della gestione di sistemi complessi, sia nella libera professione, sia nelle imprese manifatturiere o di servizi, sia nelle amministrazioni pubbliche. I laureati magistrali potranno trovare occupazione presso industrie meccaniche ed elettromeccaniche, aziende ed enti per la produzione e la conversione dell’energia, imprese impiantistiche, industrie per l’automazione e la robotica, imprese manifatturiere in generale per la produzione, l’installazione e il collaudo, la manutenzione e la gestione di macchine, linee e reparti di produzione, sistemi complessi. Secondo l’attuale normativa, i laureati magistrali in Ingegneria Industriale possono svolgere libera professione previa iscrizione all’Ordine degli Ingegneri – Sezione A – Settore Industriale. Inoltre, al termine del percorso magistrale, il laureato sarà in grado di accedere, secondo la normativa vigente, al Dottorato di Ricerca ed ai Master Universitari di secondo livello.
Il laureato al Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Industriale presso l’Università Telematica e-Campus, per effetto del percorso formativo seguito, avrà come naturale sbocco lavorativo l’esercizio della professione di Ingegnere nel settore industriale. In particolare, potranno assumere ruoli di più alto livello tecnico e di maggiore responsabilità rispetto ai laureati triennali.
L’ingegnere industriale magistrale sarà in grado di operare in un ventaglio estremamente ampio di attività e avrà la possibilità di risultare immediatamente inseribile nel tessuto aziendale, nel settore pubblico e nella libera professione, una volta acquisita l’abilitazione.
I laureati magistrali in Ingegneria Industriale potranno affrontare tematiche progettuali avanzate, anche di notevole complessità, e curare l’innovazione e lo sviluppo di nuovi prodotti e di nuovi processi tecnologici. I laureati potranno, ancora, occuparsi dello sviluppo della produzione della progettazione avanzata, della pianificazione della programmazione, della gestione di macchine, di sistemi e di impianti meccanici, anche complessi.
Gli Ingegneri Industriali magistrali potranno, infine, una volta acquisita una sufficiente maturità professionale, assumere incarichi direttivi in aziende, società di servizi ed enti pubblici. Le competenze generali della classe LM-33, infatti, rendono tali figure professionali in possesso anche di competenze specialistiche che li qualificheranno per operare professionalmente nei differenti settori dell’ingegneria industriale, meccanica e gestionale.
I principali sbocchi occupazionali per i laureati al Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Industriale sono le industrie meccaniche ed elettromeccaniche, le aziende e gli enti per la produzione e la conversione dell’energia, le imprese impiantistiche, le industrie per l’automazione e la robotica, le imprese manifatturiere in generale per la produzione, l’installazione e il collaudo, la manutenzione e la gestione di macchine, linee e reparti di produzione,e sistemi complessi.

Conoscenze richieste per l’accesso

Non sono previste prove di ammissione, l’accesso al Corso di Studio è libero.

Titolo di studio rilasciato

Al termine del percorso di studi lo studente consegue il titolo di Laurea Magistrale in Ingegneria Industriale. Il titolo conseguito appartiene al secondo ciclo della formazione universitaria, ha valore legale, consente la qualificazione di dottore magistrale e la possibilità di effettuare l’esame di stato per l’accesso all?albo A degli ingegneri.

Obiettivi formativi specifici

Il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Industriale presso l’Università Telematica eCampus costituisce il naturale prosieguo della Laurea in Ingegneria Industriale di I livello dell’Università eCampus e si raccorda perfettamente con il precedente percorso formativo. Il corso magistrale si pone lo scopo di formare professionisti ad elevato livello professionale che siano in grado di ideare, realizzare e gestire autonomamente prodotti, impianti e processi industriali e processi di innovazione ricerca e sviluppo di alta complessità.
Il percorso di studio prevede il superamento di 12 esami nell’arco di 2 anni accademici, con il raggiungimento di 120 CFU. Il biennio Magistrale in Ingegneria Industriale è organizzato in modo che il percorso formativo consenta di mettere a frutto le variegate competenze presenti nella Facoltà di Ingegneria per creare delle figure professionali di elevata qualificazione, molto ben connotate e di grande interesse per il settore industriale. In particolare, il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Industriale si propone di coprire le esigenze relative ad un’ampia gamma di ruoli e di competenze che l’ingegnere industriale viene chiamato a fornire alle imprese produttrici di beni o di servizi nell’ambito dell’innovazione e dello sviluppo della produzione industriale, della progettazione avanzata, della gestione, della manutenzione, dell’installazione, del collaudo e dell’esercizio di sistemi e impianti semplici o complessi, dell’industria manifatturiera in generale e meccanica in particolare, aziende ed enti per la conversione dell’energia, imprese impiantistiche.
L’ordinamento è organizzato con una importante formazione di base che ha il ruolo di integrare ed approfondire la precedente preparazione degli allievi e di allargare le loro conoscenze con corsi a carattere interdisciplinare. Successivamente, l’ordinamento si articola in un’ampia offerta didattica all’interno della quale si delinea una ben precisa figura professionale di alto livello, con ampie competenze negli ambiti disciplinari dell’Ingegneria Industriale.
Per poter approfondire specifiche tematiche proprie delle discipline dell’ingegneria industriale e per arricchire le competenze dei futuri ingegneri industriali, il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Industriale presso l’Università eCampus offre la possibilità di scegliere fra tre differenti curricula:

– curriculum progettuale meccanico
– curriculum tecnologico-gestionale
– curriculum termomeccanico

A completamento del percorso formativo descritto, la preparazione degli allievi si concluderà con un tirocinio da condurre preferibilmente in ambito industriale, ed un impegnativo lavoro di tesi, durante il quale l’allievo Ingegnere Magistrale, sotto la guida di un docente, dovrà realizzare un progetto oppure condurre uno studio su argomenti di frontiera dell’ingegneria, svolgendo attività di modellazione teorica o numerica ed attività sperimentali in laboratorio.
La formazione di base ed interdisciplinare conseguita dall’allievo al termine del suo percorso di studi gli consentirà di inserirsi in qualsiasi ambito professionale nella vasta area meccanica e di avere la preparazione necessaria per affrontare, eventualmente, i corsi di terzo livello del dottorato di ricerca.
Il laureato magistrale dovrà inoltre essere capace di comunicare efficacemente, in forma scritta e orale, in almeno una lingua dell’Unione Europea, oltre l’italiano.

Descrittori di Dublino: I – Conoscenza e capacità di comprensione

Progettazione Meccanica: Verranno approfondite le conoscenze di ingegneria strutturale e le problematiche avanzate di meccanica strutturale, con l’obiettivo di fornire gli strumenti necessari per l’analisi di sistemi strutturali complessi. Verranno sviluppate capacità progettuali autonome di componenti e sistemi meccanici. Energetica e Tecnomeccanica: Le conoscenze caratterizzanti l’area specifica partono dall’ampliamento e l’approfondimento dei temi inerenti la fluidodinamica avanzata partendo dalle basi dell’aerodinamica applicata sino alla gasdinamica dei flussi comprimibili. Non si trascureranno gli aspetti fondamentali dello scenario energetico mondiale in termini di risorse disponibili e tecniche di utilizzazioni.
Tecnologia ed impianti produttivi: Gli ingegneri industriali magistrali avranno sviluppato in tale area la capacità critica di seguire l’evoluzione tecnica e normativa del settore industriale e di contribuire essi stessi alla innovazione tecnologica.
Avranno acquisito gli strumenti analitici per risolvere problemi di progettazione di impianti di servizio e di processo. Il corso di studi si propone di fornire ed implementare modelli e metodi analitici specialistici finalizzati alla scelta, alla progettazione e alla ottimizzazione degli impianti industriali con riferimento particolare agli impianti produttivi sia manifatturieri che di processo.
Verranno poi sviluppate le conoscenze nei materiali metallici e non, le loro tecnologie di produzione, assieme alle tecniche di controllo della produzione.
Ingegneria Gestionale: La competenza dei laureati magistrali concerne la progettazione e l’innovazione di prodotti e di processi industriali, nonché la gestione, la manutenzione e l’organizzazione di macchine, sistemi ed impianti. Gli ingegneri magistrali devono conoscere i più avanzati criteri progettuali, inquadrandoli in contesti molto ampi, che includano, oltre alle problematiche tecniche e scientifiche, anche le questioni legate alla sicurezza, all’interazione con l’uomo, all’economia, ed all’impatto ambientale e sociale.

II – Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Progettazione Meccanica: Verrà attentamente assicurata la capacità di risolvere problemi tipici della progettazione meccanica, anche di elevata complessità, compatibilmente con la loro esperienza e crescita professionale e con gli strumenti disponibili. Il Laureato potrà essere in grado di gestire l’innovazione di prodotti e di processi tecnologici, analizzando e risolvendo problemi anche in aree nuove ed emergenti della loro specializzazione.
Energia e Termomeccanica: Verrà attentamente assicurata la capacità di risolvere problemi tipici della progettazione meccanica, anche di elevata complessità, compatibilmente con la loro esperienza e crescita professionale e con gli strumenti disponibili. Saranno in grado di applicare metodi e procedure tipiche della progettazione meccanica, sia tradizionali che avanzate o innovative.
Tecnologica ed impianti produttivi: Verrà attentamente assicurata la capacità di risolvere problemi tipici della tecnologia e degli impianti produttivi. Il Laureato potrà essere in grado di gestire l’innovazione di prodotti e di processi tecnologici, analizzando e risolvendo problemi anche in aree nuove ed emergenti della loro specializzazione.
Ingegneria Gestionale: I Laureati saranno in grado di applicare metodi e procedure tipiche della progettazione meccanica, sia tradizionali che avanzate o innovative, usando metodi di modellazione analitici e numerici, allestendo e progettando opportune campagne di sperimentazione, utilizzando la strumentazione e le apparecchiature di indagine più adatte.

III – Autonomia di giudizio

Le capacità e le competenze prima descritte, se pienamente acquisite, consentono ai laureati magistrali di fare scelte autonome e consapevoli nella propria attività professionale, valutando correttamente l’efficacia, l’efficienza e l’opportunità di ogni possibile scelta progettuale, stimandone i costi economici ed i rischi per la sicurezza e verificandone il rispetto delle normative.
Le competenze acquisite nell’intero percorso didattico di cinque anni, conferiscono agli ingegneri magistrali capacità di valutazione dell’opportunità di utilizzare particolari tecnologie, materiali, processi, metodi e procedure nei problemi progettuali, oppure per condurre attività di studio, di sviluppo e di sperimentazione nei settori tipici della Ingegneria Industriale.
La maturità tecnica raggiunta consente loro, infine, di fare valutazioni autonome e consapevoli di situazioni e contesti industriali che oltre alle problematiche strettamente tecniche abbiano anche implicazioni ambientali, sociali, sanitarie, economiche e legate alla sicurezza.
Le capacità di giudizio autonomo, maturate durante tutto l’arco degli studi nei singoli insegnamenti, trovano un momento di consolidamento e verifica nello svolgimento di un tirocinio (presso aziende o enti di ricerca pubblici e privati) e nella preparazione di una tesi. Sotto la guida di un tutor accademico, eventualmente affiancato da un tutor aziendale, lo studente affronta in modo approfondito un problema complesso, al fine di proporre possibili soluzioni, selezionare ed implementare il metodo più efficace per risolvere il problema, dimostrando di aver acquisito capacità autonome in ambito progettuale e di impiego di strumenti e metodi avanzati.

IV – Abilità comunicative

Per gli ingegneri magistrali le capacità comunicative sono molto importanti, sia per poter operare agevolmente e con efficacia, anche con ruoli di responsabilità, in gruppi di progettazione dei quali facciano parte anche tecnici con diverse competenze e campi di specializzazione, sia nelle relazioni tecnico commerciali e nelle eventuali attività di formazione di tecnici ed operai. Inoltre, si deve considerare che sempre più spesso gli ingegneri, specialmente se di livello magistrale, hanno la necessità di intrattenere relazioni internazionali.
Essi devono quindi raggiungere, al termine del loro percorso formativo, la capacità di esprimere e sostenere le proprie idee in un contesto tecnico, di presentare i risultati del proprio lavoro in modo facilmente comprensibile, di essere efficaci e convincenti nelle relazioni tecnico commerciali e di saper comunicare con il personale tecnico in modo semplice ed efficace.
Pur essendo le capacità comunicative, in buona parte, doti innate, tuttavia gli allievi ingegneri hanno modo di sviluppare, durante il percorso formativo della laurea magistrale, le proprie capacità comunicative, anche in una lingua diversa dall’italiano, sia nelle esercitazioni di gruppo, dove devono spiegare e sostenere le proprie idee ai colleghi ed al docente guida, sia nei colloqui con i docenti ed in occasione degli esami di profitto, sia nello svolgimento del tirocinio e degli eventuali stage presso aziende e sia in occasione della tesi di laurea. Accade spesso, infatti, che la tesi sia condotta in collaborazione con aziende e che, quindi, il laureando si trovi a partecipare a riunioni tecniche durante le quali egli debba presentare ad un pubblico variegato i risultati del proprio lavoro.

V – Capacità di apprendimento

È molto importante che gli ingegneri magistrali abbiano notevoli capacità di apprendimento, sia per l’eventuale prosecuzione degli studi, con un dottorato di ricerca oppure con un master di secondo livello, sia per poter affrontare agevolmente ed in modo efficace le complesse e variegate problematiche connesse con l’innovazione tecnologica e con l’evoluzione del sistema economico e produttivo. Inoltre, nel corso della loro carriera, gli ingegneri devono poter far conto su una buona capacità di apprendimento per potersi adattare facilmente ad eventuali cambiamenti di attività o di settore industriale o di specializzazione, che si rendano opportuni per una crescita professionale.
Il biennio magistrale, così come è organizzato presso l’Università eCampus, comprende numerosi corsi a carattere fortemente formativo, dove gli aspetti teorici sono trattati in modo approfondito, oltre a quelli specialistici e professionalizzanti. Questa scelta vuole dare agli allievi una solida impostazione culturale, oltre che tecnica, che consenta loro di sviluppare ulteriormente le proprie capacità di apprendimento, preparandoli all’eventuale prosieguo degli studi, dando loro la capacità di adattarsi facilmente all’evoluzione scientifica e tecnologica del settore industriale.
La tesi di laurea è un momento importante per sviluppare le capacità di apprendimento degli allievi ingegneri; in effetti la tesi richiede di approfondire le conoscenze sullo stato dell’arte nel settore di interesse e di procedere con lo studio in modo autonomo ben oltre le conoscenze che sono state trattate nei corsi di studio.
Gli insegnamenti della laurea magistrale utilizzano metodologie didattiche quali l’analisi e risoluzione di problemi differenti e complessi, l’integrazione delle varie discipline e la discussione in gruppo; tali metodologie favoriscono l’acquisizione di competenze inerenti l’apprendimento e l’adattamento.
L’impostazione di rigore metodologico degli insegnamenti deve portare lo studente a sviluppare un ragionamento logico che, a seguito di precise ipotesi, porti alla conseguente dimostrazione di una tesi. Lo studente è, inoltre, sempre spinto a ricercare il materiale per la propria formazione, a trarne una sintesi, a provare le proprie capacità di soluzione dei problemi ed a esporre quanto appreso.
Lo svolgimento della tesi di laurea contribuisce in modo determinante ad acquisire e a dimostrare il livello di acquisizione di queste abilità.

Anno Accademico 2017/2018

OrdinamentoINGEGNERIA INFORMATICA E DELL’AUTOMAZIONE
Durata2 Anni
Crediti120
Tipo di CorsoCorso di Laurea Magistrale
 NormativaD.M. 270/2004
 Classe di LaureaLM-32 – Classe delle lauree magistrali in Ingegneria informatica
 Tipo di Accesso Accesso Libero
 Sedi Didattiche NOVEDRATE
Elenco Insegnamenti per Percorso/Curriculumcomune – PDS0-2013 – Ord. 2013
Titolo di accesso

Un’opzione a scelta tra le seguenti

– Laurea
– Laurea di Primo Livello
– Laurea Magistrale
– Laurea Specialistica

  

 

Status professionale conferito dal titolo

Gli sbocchi professionali per il laureato magistrale in computer and automation engineering sono quelli della progettazione avanzata dei sistemi di controllo automatico di processi complessi; della gestione dei sistemi industriali, della produzione e dei servizi; del progetto di sistemi di controllo in diversi contesti, quali la gestione dell’energia, delle reti di comunicazione e trasporto (smart grids); dello sfruttamento ottimale delle energie alternative, dell’automotive, della meccatronica, dell’aerospazio (embedded systems); del monitoraggio e controllo dell’ambiente; della robotica. In particolare:
– industrie di progettazione e produzione di software
– industrie di progettazione e realizzazione di reti informatiche e telematiche
– industrie di produzioni di beni e/o servizi
– impianti di produzione, trasformazione e distribuzione dell’energia ed in impianti petrolchimici e farmaceutici
– industrie manifatturiere, settori della pubblica amministrazione e imprese di servizi che impiegano sistemi informativi per la gestione e l’automazione dei processi
produttivi
– società di ingegneria quali quelle di consulenza o di integrazione di sistemi
– società e enti pubblici di gestione dei servizi (telecomunicazioni, energia, trasporti, ecc.)
– centri di ricerca e sviluppo in ambito pubblico e privato che operino in settori innovativi nell’ambito della ingegneria informatica.
In sintesi il laureato magistrale in ingegneria informatica e dell’automazione potrà trovare impiego in tutte quelle aziende o centri in cui risulti necessario lo sviluppo di
funzioni di dimensionamento e realizzazione di architetture complesse, e che richiedono lo sviluppo delle seguenti attività:
– attività di progettazione avanzata, pianificazione, sviluppo e gestione di reti, impianti e sistemi informatici complessi;
– attività di progettazione avanzata di sistemi automatici, di processi e di impianti per l’automazione che integrino componenti informatici, apparati di misure, trasmissione e
attuazione;
– attività di ricerca su temi avanzati dell’informatica e dell’automazione;
– attività di formazione avanzata su temi di natura informatica e di automazione.

Tali funzioni progettuali sono necessarie sia nelle imprese manifatturiere o di servizi, sia negli operatori sia nelle amministrazioni pubbliche, sia nella libera professione. La rigorosa impostazione metodologica facilita l’inserimento del laureato magistrale in contesti di ricerca sia di base che applicata, sia presso università e centri di ricerca che presso settori aziendali di ricerca e sviluppo, sia in ambito nazionale che internazionale.

Caratteristiche prova finale

Il corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica e dell’Automazione si concluderà con un’attività di progettazione, sviluppo o ricerca, svolta in ambito universitario, oppure presso aziende, enti di ricerca o strutture della pubblica amministrazione. La prova finale consiste nella stesura di un elaborato (tesi di laurea) relativo a tale attività e nella sua presentazione e discussione di fronte ad una commissione di Docenti Universitari. Il laureando dovrà dimostrare padronanza dei temi trattati, capacità di operare in modo autonomo, attitudine alla sintesi e capacità di comunicazione.

Titolo di studio rilasciato

Al termine del percorso di studi lo studente consegue il titolo di Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica e dell’Automazione. Il titolo conseguito appartiene al secondo ciclo della formazione universitaria, ha valore legale, consente la qualificazione di dottore magistrale e la possibilità di effettuare l’esame di stato per l’accesso all’albo A degli ingegneri.

Obiettivi formativi specifici

Gli obiettivi formativi del ciclo di studi sono quelli di fornire una preparazione con caratteristiche di flessibilità che favoriscano la riconversione fra i molteplici settori applicativi a seguito del progresso delle tecnologie o delle mutate condizioni di lavoro. Per questo il corso fornisce capacità progettuali negli ambiti tecnologici più innovativi dell’ingegneria informatica, così come dell’ingegneria dell’automazione, basata sull’impiego degli strumenti più moderni. Si mira quindi a costruire una figura professionale di alto profilo in grado di utilizzare l’ampio spettro di conoscenze per interpretare, descrivere e risolvere, anche in modo innovativo, problemi dell’ingegneria informatica e dell’ingegneria dell’automazione che richiedono un elevato grado di specializzazione ed eventualmente un approccio interdisciplinare.

I laureati magistrali in ingegneria informatica e dell’automazione devono pertanto:
– progettare, gestire e garantire la sicurezza dei sistemi informatici;
– progettare e sviluppare sistemi e architetture software;
– analizzare le prestazioni e affidabilità e dimensionare impianti e sistemi informatici;
– progettare, sviluppare e gestire applicazioni su sistemi paralleli e distribuiti su media/larga scala, e su sistemi mobili;
– progettare e sviluppare sistemi e applicazioni basate su tecniche di intelligenza artificiale e di elaborazione del linguaggio naturale;
– progettare componenti o interi sistemi di automazione, con particolare riferimento alla progettazione di leggi/strategie di controllo dei processi/sistemi;
– progettare sistemi meccatronici per l’automazione di processi produttivi;
– progettare sistemi robotici per l’industria, i servizi e l’assistenza;
– condurre esperimenti e analizzarne e interpretarne i dati per mezzo di ausili informatici, con il particolare scopo di identificare formalmente un processo/sistema, così da poterlo poi caratterizzare attraverso un modello matematico;
– essere capaci di comprendere l’impatto delle proprie scelte progettuali nel contesto sociale e fisico-ambientale in cui si opera, anche sulla base della conoscenza delle proprie responsabilità professionali ed etiche;
– conoscere i contesti aziendali e la cultura d’impresa nei suoi aspetti economici, gestionali e organizzativi ed, in particolare, di saper caratterizzare tali aspetti in modo
formale, con riferimento ai contesti contemporanei generali;
– avere capacità relazionali e di lavoro di gruppo, ed avere la capacità di prendere decisioni ben motivate dall’analisi del contesto in cui si opera;
– essere capaci di comunicare efficacemente, in forma scritta e orale, in almeno una lingua dell’Unione Europea, oltre l’italiano;
– possedere gli strumenti cognitivi di base per l’aggiornamento continuo delle proprie conoscenze, sia attraverso il proseguimento degli studi mediante corsi di master o
dottorato, sia mediante lo studio individuale su libri e riviste scientifiche del campo.

Descrittori di Dublino: I – Conoscenza e capacità di comprensione

il laureato magistrale in Ingegneria Informatica e dell’Automazione deve conoscere:
– gli aspetti teorico-scientifici della matematica e delle altre scienze di base;
– gli aspetti teorico-scientifici dell’ingegneria, sia in generale sia in modo approfondito relativamente a quelli dell’ingegneria informatica e dell’automazione, nella quale devono saper identificare, formulare e risolvere anche in modo innovativo problemi complessi che richiedono un approccio interdisciplinare;
– gli aspetti teorici ed applicativi di settori specifici dell’ingegneria informatica e dell’automazione, con riferimento anche a problematiche di ricerca.
Verranno dapprima approfonditi gli aspetti teorico-scientifici dell’ingegneria, sia in generale sia in modo approfondito relativamente a quelli dell’ingegneria dell’automazione, nella quale devono saper identificare, formulare e risolvere anche in modo innovativo problemi complessi che richiedono un approccio interdisciplinare. Saranno poi sviluppati gli aspetti teorici ed applicativi di settori specifici dell’ingegneria dell’automazione, con riferimento anche a problematiche di ricerca.

Il laureato magistrale avrà una spiccata capacità di studio autonomo, attraverso la lettura non solo di libri di testo universitari ma anche di articoli scientifici del settore e non.
Tali conoscenze e capacità verranno acquisite sia nella frequenza dei corsi istituzionali, sia nello sviluppo della tesi finale, che rappresenta un momento importante per maturare una consapevolezza critica degli ultimi sviluppi nel settore. La tesi finale richiede di norma lo svolgimento di studi e ricerche sia presso i laboratori universitari che presso enti di ricerca o industrie.
A tale scopo, i programmi degli insegnamenti più avanzati del percorso di studi prevedono la presentazione di argomenti e problematiche legate agli sviluppi e alle esigenze più recenti del mercato e della ricerca internazionali. Lo studente acquisirà le conoscenze predette attraverso la frequenza dei corsi teorici, lo studio del materiale didattico indicato o fornito dai docenti, il confronto e il dialogo con i docenti stessi. Le verifiche dell’effettiva comprensione delle materie e della capacità di risoluzione di problemi specifici sarà effettuata attraverso esercitazioni, prove in itinere, esami di profitto scritti e orali.

II – Capacità di applicare conoscenza e comprensione

I laureati magistrali dovranno avere la capacità di risolvere problemi dell’ingegneria informatica e dell’automazione industriale anche di elevata complessità, definiti anche in modo incompleto o che possano presentare specifiche contrastanti. I laureati sapranno analizzare e risolvere problemi in aree nuove ed emergenti della loro specializzazione, quali ad esempio, i sistemi informativi distribuiti, le tecnologie per lo sviluppo di applicazioni Web, la sicurezza dei sistemi informatici, il mobile computing, la robotica, il controllo di processo, la domotica, la gestione di reti distributive. A tale fine, saranno in grado di applicare metodi innovativi nella soluzione dei problemi.
I laureati saranno in grado di risolvere problemi che possono comportare approcci e metodi al di fuori del proprio campo di specializzazione, usando una varietà di metodi numerici, analitici, di modellazione computazionale e di sperimentazione.
I laureati dovranno avere infine la capacità di integrare le conoscenze provenienti da diversi settori e possedere una profonda comprensione delle tecniche applicabili e delle loro limitazioni.
L’impostazione didattica comune a tutti gli insegnamenti, ma in particolare a quelli caratterizzanti, prevede che la formazione teorica sia accompagnata da esemplificazioni, applicazioni, lavori individuali e di gruppo e verifiche che sollecitino la partecipazione attiva, l’attitudine propositiva, la capacità di elaborazione autonoma, di comunicazione dei risultati del lavoro svolto e di generalizzazione delle conoscenze acquisite in modo tale da poter affrontare e risolvere autonomamente i problemi posti dall’innovazione.

III – Autonomia di giudizio

I laureati magistrali in ingegneria informatica e dell’automazione avranno la capacità di analizzare e progettare sistemi complessi, valutando l’impatto delle soluzioni nel contesto applicativo, sia relativamente agli aspetti tecnici che agli aspetti organizzativi. Il laureato magistrale saprà inoltre valutare le implicazioni economiche, sociali ed etiche ad esse associate. La valutazione della capacità dello studente di esprimere giudizi in modo autonomo sarà condotta tramite la stesura di elaborati personali, sia nell’ambito dei singoli moduli che nella prova finale.

IV – Abilità comunicative

I laureati magistrali in ingegneria informatica e dell’automazione saranno in grado di comunicare le soluzioni da essi proposte a interlocutori che operino nello stesso settore ed anche a personale non specializzato, usando di volta in volta le migliori forme di comunicazione scritte ed orali.
Le prove di esame prevedono in molti casi una prova orale durante la quale vengono valutate, oltre alle conoscenze acquisite dallo studente, anche le sue capacità di comunicarle con chiarezza e precisione.
La prova finale, infine, offre allo studente un’ulteriore opportunità di approfondimento e di verifica delle capacità di analisi, elaborazione e comunicazione del lavoro svolto.
La prova finale prevede infatti la discussione, innanzi ad apposita commissione, di un elaborato, prodotto in autonomia dallo studente con la conseguenza di contribuire a migliorare le sue abilità comunicative. I laureati magistrali in ingegneria informatica e dell’automazione saranno in grado di utilizzare efficacemente una lingua della comunità europea, classicamente la lingua inglese, per lo scambio di informazioni generali e specialistiche nel campo dell’ingegneria dell’informazione.
Per sviluppare le abilità comunicative sia scritte che orali, nell’ambito di alcuni degli insegnamenti maggiormente caratterizzanti il corso di studi, sono previste delle attività seminariali con produzione di report scientifici svolte da gruppi di studenti su argomenti specifici di ciascun insegnamento.

V – Capacità di apprendimento

I laureati magistrali in Ingegneria Informatica e dell’Automazione sono in grado di acquisire in modo autonomo nuove conoscenze di carattere tecnico specializzato dalla letteratura scientifica e tecnica del settore, sia nell’ambito delle metodologie che nell’ambito dei diversi comparti applicativi anche estranei ai propri curriculum di formazione. Tali aree di apprendimento sono sviluppate con gli strumenti didattici moderni (on-line), svolte sia singolarmente che in gruppo.


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